Luttazzi (NON) Copia!

In questi giorni è tornata alla ribalta una vecchia polemica che intende sostenere che Luttazzi sia un plagiatore di professione, intento a rubare pezzi degli autori più famosi per trarne fama e profitto.
In testa a questa "crociata" c'è un gruppo di persone che si è presa la briga di setacciare il repertorio di Luttazzi alla ricerca delle battute a loro dire "copiate" da Daniele.
Il sito in questione è questo: http://ntvox.blogspot.com/2008/01/daniele-luttazzi-copia.html

A prima vista il sito appare piuttosto confusionario nella veste e nell'organizzazione del materiale. In particolare un avviso mi ha subito colpito:
ATTENZIONE: Pochissimi commenti vengono rifiutati. Giusto quelli che dimostrano che l'autore non ha letto nemmeno una parte del blog ma, cionondimeno, vuole esprimere un'opinione. Discutere di qualcosa senza conoscere i dati è inutile. Ciò non riguarda il tipo di opinione, ma la base (o assenza di base) con cui essa è formulata.

Se non vi prendete la briga di leggere ciò che gli altri hanno scritto, perché gli altri dovrebbero leggere qualcosa di vostro?

Almeno la visione del video (non quello di Repubblica, quello intero di 40 minuti) e della lista dei plagi è necessaria per poter partecipare alla conversazione.

Non è spirito censorio, ma scrivere un'opinione dopo essersi occupati della faccenda per 2 minuti è poco ragionevole. E non ha senso farlo su un blog di inchiesta, lo si può fare su qualsiasi forum.


Strano per un sito che vuol dirsi d'inchiesta e che quindi vuol far leva principalmente sulla trasparenza. Viene fuori il dubbio che vi sia un filtraggio ai commenti volto a rafforzare quel senso di confusione garantito dalla veste grafica.

Venendo al materiale in questa pagina: http://ntvox.blogspot.com/2008/02/luttazzis-plagiariezed-jokes.html troviamo le battute che sarebbero il frutto di un furto più o meno artato di materiale proveniente dalle più grandi menti comiche di tutti i tempi. In particolar modo: Hicks, Carlin, Philips, Schemmel, Izzard e altri.

Il primo punto nevralgico di questa lista è il riferimento temporale all'anno di nascita della battuta e ad allo spettacolo cui si riferisce. Risulta perciò impossibile risalire facilmente al riscontro se la battuta in questione sia stata realmente copiata da Luttazzi e non viceversa ed anche risulta impossibile sapere se a loro volta quelle citazioni non siano citazioni di altri che precedono i comici che stanno sulla lista. Questo fatto costituisce un'altra pecca dal lato della chiarezza espositiva del blog in questione.

Il non plus ultra del sito è la presentazione di un documentario (ripetutamente bloccato su youtube) che dovrebbe rappresentare la sintesi del lavoro certosino di raccolta dei plagi di Luttazzi, Il documentario si trova a questo indirizzo (per adesso): http://www.megavideo.com/?d=KQNGWP4X

Primo dubbio: se il materiale fosse effettivamente frutto di plagio, come può la Krassner ottenerne la cancellazione da youtube in maniera sistematica?

Ma venendo al documentario stesso i dubbi sulla "consistenza" del lavoro aumentano. La durata è di circa 40 minuti; questo fatto fa sorgere un secondo dubbio. Se la tesi è che la carriera di Luttazzi sia basata sul plagio e se il documentario mostra questi plagi, il filmato proporrà non più di 20 minuti di citazioni o plagi. 20 minuti di cd "plagi" in una carriera che dura da più di 20 anni ed è fatta di decine di produzioni tra teatro e tv porta ad un "misero" score di meno di un minuto di "plagio" per anno di carriera. Ben poco per sostenere che si tratti di un plagiatore di professione,

Cronologia del filmato:

Nei primi dieci minuti, dopo una breve introduzione si vedono due battute che riprendono Carlin: la mosca/falena che scorreggia e quella sull'8 per mille. Scendendo nei dettagli si capisce subito che non si tratta di plagi. La prima rimanda a quella di Carlin, ma indica un animale diverso con pronuncia totalmente differente (al di là della barriera linguistica), mentre la seconda trasportando il discorso dai "money" all'8xmille cambia completamente il campo di gioco, stante che si tratti di due paesi totalmente diversi. E' evidente che la presenza costante e pressante della Chiesa Cattolica in Italia ed il meccanismo truffaldino dell'8x mille rafforza (in chi conosce l'argomento) l'effetto della risata.

Subito dopo si paragona la battuta di Carlin sul pregare il Dio Joe Pesci (notare anche solo la pronuncia) e quella di Daniele relativa al Dio Monica Bellucci (pronuncia che si incentra sul lato erotico del personaggio in questione, mentre la prima tratteggia un italo americano in odor di mafia)

Poco gli autori raggiungono vette dell'assurdo: Si fa vedere un Carlin che cita Mussolini (Dio vi/mi fulmini) e si attribuisce il plagio a Luttazzi, quando è già lo stesso Carlin a citare Mussolini (e altre migliaia di dittatori/re/imperatori che hanno usato l'arma del divino per imporre la loro visione). Se questo documentario di una durata striminzita, come detto, si gioca un quarto del suo tempo su questo livelli è evidente che il materiale trovato non è eccellente, nè "copioso" (tanto per restare in tema).

A questo punto, siamo già oltre i dieci minuti, viene introdotto Chris Rock, battutista americano di colore. Il livello delle battute citate è quello che ognuno di noi ha sentito nei "peggiori bar di Caracas" ci sarebbe da passare subito oltre, se non fosse che, effettivamente, queste battute dozzinali sono riportate in italiano da Daniele come esattamente sono esposte da Chris Rock. Nessun dubbio sul fatto che quelle battute non nascano con Chris Rock, anzi; probabilmente se ne possono ritrovare delle "copie" scritte in geroglifico

Dopo Chris Rock si passa ad uno spezzone di Satyricoon in cui si mostra la scena del "cameriere smemorato". Dieci minuti passano e il documentario supera la sua metà tentando disperatamente di spacciare una citazione del cinema americano ed in particolare a Steve Martin che solo persone totalmente digiune di arte o spettacolo possono far risalire ad un plagio. Seth Mac Farlane vive da anni con il suo Family Guy su questo tipo di citazioni ripetute oramai migliaia di volte e giustamente nessuno gli dice nulla, poichè non è colpa di Seth se qualcuno non capisce che si tratta di un omaggio/citazione.

Quando oramai siamo arrivati a mezz'ora di documentario senza che si sia registrato alcun dato rilevante "finalmente" vengono presentati due spezzoni di Satyricoon (2002) e Bollito Misto con Mostarda (2005) in cui vengono riportati dei casi di vera e propria copia di due spezzoni rispettivamente di Schimmel e Izzard.
Data la relativa giovinezza dei due sketch in questione mi sono chiesto se non sia il caso di uno palgio al contrario di opera inedita oppure un omaggio dei comici americani ad un collega con cui hanno collaborato. Dal sito non è dato sapere. ammettono solo di non aver valutato la possibilità nè contattato gli autori in questione. Per loro Luttazzi Copia e quindi non è necessario controllare. Questo è il livello dilettantesco delle "prove" raccolte.

Il documentario finisce con una sequenza di battute che Luttazzi "copia" da vari artisti, senza che vi sia un riferimento a date di pubblicazione e date di morte degli autori. Non è dato quindi sapere se si tratti di copie, di citazioni di materiale libero o di riadattamenti.

EDIT: al minuto 15 circa ho scovato una perla che dovrebbe fugare ogni dubbio sulla natura non del tutto neutrale del lavoro in questione. Si fa vedere una battuta di Hicks ripresa in un altro contesto da Luttazzi. A questo punto come in un refrain si fa vedere Luttazzi che ripete 3 volte di fila: "Vi ho plagiato".. come se si riferisse a quella battuta. In realtà Luttazzi stava parlando dei plagi che è solita utilizzare la Chiesa Cattolica sui più piccoli per instillare in essi un legame con la religione. Per smontare questo Luttazzi "gioca" col pubblico creando un immagine di un Cristo sado-maso in croce. A quel punto dice la battuta che nel filmato. Vi pare un atteggiamento "neutrale" degno di un'inchiesta? Giudicate voi.
E così termina il documentario "scandaloso" secondo cui Luttazzi è solo un imbroglione. Se uno non si lascia intimorire dalla veste aggressiva del montaggio trova che, stringi stringi, le prove "dubbie" e non confermate rimangono meno di 10 minuti di monologhi copiati. E questo basta per dire che un satirico copia per professione?

Giudicate voi.


Il sito ha anche altre "perle" che devono essere assolutamente indicate per completezza:

1) Nei commenti un sedicente autore dichiara che le 500 battute ipoteticamente stimate come frutto di copia costituiscano il 30/50% del repertorio di Luttazzi. Afferma inoltre di conoscere bene questo repertorio. Non è dato sapere come sia possibile fare una stima del genere stante la natura contraddittoria della lista (come ho detto prima) ed il semplice fatto che un SOLO libro di 300 pagine di Luttazzi contenga da solo quasi un migliaio di sketch.

2) La risposta di Luttazzi ai blogger è giunta qui: http://www.danieleluttazzi.it/node/743
I blogger, allora, presi da evidente ubriacatura euforica per la considerazione ricevuta hanno provato a sostenere che i post della Caccia al Tesoro in cui Luttazzi dichiarava di citare autori famosi ed invitava a scoprirli fosse un falso postumo. Oltre a costituire un falso per la mia memoria, mi giunge in soccorso un esperto del settore che smonta la bufala del postumo: http://puntofisso.net/techblog/?p=168

Nello specifico:

Non lo nascondero’, fino a ieri mattina “ero” un fan di Daniele Luttazzi.
Dopo aver letto le notizie sull’eventuale “plagio” sono diventato un ex fan deluso.

Eppure qualcosa mi ha spinto a verificare le informazioni riportate, in particolare riguardo quella che viene ritenuta la prova “schiacciante” della mala fede del comico romagnolo.
Credo che ci siano delle ragioni prettamente tecniche che, invece, difendono tale buona fede o quanto meno dimostrano che le prove portate a suo carico sono, nel migliore dei casi, inconclusive.

Premetto: di professione faccio l’informatico, mi occupo di internet e networking, ho una certa esperienza personale di gestione di siti internet.

L’accusa: Luttazzi avrebbe copiato delle battute da famosi autori satirici e, onde evitare di essere smascherato quale plagiatore, avrebbe scritto sul suo blog due post in cui invitava a una “caccia al tesoro di citazioni”, retrodatando questi due post in modo tale da non destare “sospetti”.

Reperti dell’accusa: i due post in questione sono recuperabili dal blog di Luttazzi e sono:
- http://www.danieleluttazzi.it/node/285 datato 9 giugno 2005
- http://www.danieleluttazzi.it/node/324 datato 10 gennaio 2006

Prove dell’accusa: il sito internet http://web.archive.com. Tale sito permette di recuperare tutte le versioni precedenti di una pagina internet. Cercando su web.archive.com le due pagine in questione, vengono riportate le presunte “data di creazione”:
- per il post 285, tale data sarebbe il 9 ottobre 2007 (oltre 2 anni dopo la data riportata da Luttazzi)
- per il post 324, tale data sarebbe il 13 dicembre 2007 (poco meno di 2 anni dopo la data riportata da luttazzi)

Da un punto di vista tecnico-informatico, in realta’, quelle due date sono fuorvianti.
Quello che sfugge all’accusa e’ un piccolo dettaglio tecnico: la data che web.archive.org riporta NON e’ la data di creazione della pagina. Si tratta invece della data in cui tale pagina e’ stata raggiunta per la prima volta dai “robot” di web.archive.org. Se oggi viene creata una pagina internet, questa pagina ci mettera’ un certo tempo, piu’ o meno lungo, ad essere “trovata” da web.archive.org. Questo tempo puo’ richiedere, effettivamente, anni.

Ci si potrebbe chiedere, dunque, se due anni siano un tempo ragionevole per l’indicizzazione di un sito popolare come quello di Luttazzi. Chiaramente non e’ possibile, a rigor di logica, avere una risposta certa. Statisticamente parlando, pero’, abbiamo degli indizi piuttosto seri che i post non siano stati retrodatati da Luttazzi. Basta prendere alcune pagine a caso dal blog, e verificarne data riportata e data su web archive:

- http://www.danieleluttazzi.it/node/277, data blog: 3 aprile 2007, MAI archiviata su web archive (forse questo dimostrerebbe che la pagina non esiste affatto?)
- http://www.danieleluttazzi.it/node/286, data blog: 10 gennaio 2006, prima data web archive: 9 ottobre 2007
- http://www.danieleluttazzi.it/node/289, data blog: 1 novembre 2006, prima data web archive: 9 ottobre 2007
- http://www.danieleluttazzi.it/node/291, data blog: 14 marzo 2007, prima data web archive: 9 ottobre 2007 (per questa pagina viene riportata anche una modifica risalente al 2 agosto 2008, prova che dal 2007 in poi il sito di Luttazzi e’ stato costantemente seguito da web archive)

Si noti che molte di queste date risalgono a ottobre 2007. Anzi, allo stessa data di ottobre: il 9. La stessa data del presunto post incriminato. Motivo? L’intero sito e’ stato indicizzato a partire da ottobre 2007. Prima non era presente su web.archive.org.
A maggior riprova di questo, basti guardare http://web.archive.org/web/*/danieleluttazzi.it/* Questa pagina contiene l’elenco di TUTTE le pagine del sito danieleluttazzi.it presenti su web.archive.org. E’ facile verificare come fino al 9 ottobre 2007 il sito NON fosse indicizzato. Tant’e’ che in quella data sono state aggiunge letteralmente centinaia di pagine a web.archive.org


Nessuna menzione in questo fantomatico "serio" blog di inchiesta che sta sfondando nel mainstream con queste notizie che la loro denuncia di modifica postuma è infondata.

3) Emerge una presunta mancanza di "contatti" di Luttazzi con gli USA, dove dichiara di lavorare assiduamente. La questione dovrebbe essere approfondita.

4) Nel blog si dichiara che sì, Luttazzi ha violato il copyright, ma che è "impossibile" perseguirlo nel caso di autori morti. Chi conosce anche solo l'abc del diritto d'autore sa bene come questa sia una falsità palese, non dubito che alcuni "investigatori" di quel blog la conoscano. Se non fosse così si tratterebbe di considerazioni dettate da una incompetenza spaventosa. Ad oggi non risulta alcuna causa contro Luttazzi per plagio, mentre l'unica intentata in passato da Susanna Tamaro è finita decisamente male per la scrittrice catto buddista (due volte, una non le bastava per capire che una parodia si basa su un originale di partenza)

La vicenda ha avuto eco su giornali e siti internet. Tra questi particolare emotività è rappresentata dal dibattito intrapreso su L'Unita.it da Francesca Fornario, la quale si dichiara delusa ex fan di Luttazzi. Il punto è che lei fa il suo stesso lavoro e non sapeva dei riferimenti. Non si può certo definire una nota di merito per Lei e la sua professionalità questa mancata conoscenza dei grandi del genere satirico

Per finire un Luttazzi in grande forma parla a Raiperunanotte. Forse da questo filmato si capisce la grandezza del personaggio in questione, plagio o non plagio

Commenti

  1. Spero che questo lungo post sia stato scritto in buona fede, a causa di una totale disinformazione dell'autore, altrimenti sarebbe davvero grave (e triste).

    Non vedo perché stare lì a descrivere un video di 40 minuti, quando lo si può postare. Forse perché si teme che ognuno possa farsi un' IDEA CHIARA a riguardo.

    Il video sui plagi di Luttazzi è disponibile qui: http://www.megaupload.com/?d=KQNGWP4X
    Il video è stato pubblicato anche sul sito dell' Unità. L'Unità è un giornale di sinistra, NON DI DESTRA, come vuol far credere Luttazzi sostenendo che la notizia dei suoi plagi sia partita dai giornali di destra (depistando i fatti fingendosi vittima di un attacco politico).

    Per il montaggio sono stati usati solo video di monologhi americani già tradotti. Il video non rappresentava, già allora, la totalità dei plagi scoperti e ad oggi, con la scoperta di tantissime altre battute copiate, si può ormai considerare questo video come un piccolo trailer dei furti di Luttazzi - nonostante duri 40 minuti.

    La lista (IN CONTINUO AGGIORNAMENTO) di plagi è qui: http://ntvox.blogspot.com/2008/02/luttazzis-plagiariezed-jokes.html

    Al contrario di ciò che viene scritto qui, tutte le date delle battute inserite in lista sono state verificate e non vi è nessun caso in cui Luttazzi abbia usato per primo una determinata battuta. Un'altra falsità è che gli autori plagiati non siano stati contattati. Un esempio è Emo Philips che non sapeva nemmeno dell'esistenza di Luttazzi e ha saputo solo di recente che molte delle sue battute (che recitava negli anni '80) erano state prese pari pari da Luttazzi e inserite nei suoi spettacoli e libri (ad esempio in Barracuda Live - 2003).
    Emo Philips ne parla anche sulla sua pagina ufficiale facebook (http://www.facebook.com/pages/Emo-Philips/114585628569?ref=ts).

    Non entro nel merito delle altre innumerevoli imprecisioni e omissioni di questo post. Mi sono limitato a postare il video e il blog in modo che chi legge possa farsi un'idea propria e magari più realistica.

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