FIRE. Un movimento e la sua declinazione italiana
Oggi non voglio parlare direttamente di politica economica o di macroeconomia, ma voglio concentrarmi su uno dei suoi effetti. La riduzione della generosità del sistema previdenziale pubblico, un tema di giustizia sociale, equità generazionale e di equilibrio di bilancio ha aperto la strada a nuove forme di previdenza.
Da un lato i titoli di stato non rendono quello che rendevano anche solo 10 anni fa, per non parlare di 20-30 anni fa (con le conseguenze del caso sul lato del debito pubblico); dall'altro l'amore per il mattone degli italiani sta subendo una pesante fase di riflessione (demografia e prospettive economiche hanno congelato il mercato su valori reali stabili per le case)
Un paese che è purtroppo molto indietro in quanto a cultura finanziaria rischia di vedere poche alternative e infatti i conti correnti sono forzieri che si riempiono sempre di più.
In questo contesto, voglio introdurre la prospettiva del movimento FIRE che a partire dal 2010 circa sta interessando una vasta comunità di millennials statunitensi prevalentemente impiegati nei settori ad alto valore aggiunto dell'informatica e non solo. Col tempo l'idea di base del movimento (risparmia tanto, spendi poco, vivi in modo frugale, investi in borsa, vivi di rendita) si è diffusa a macchia d'olio in differenti strati sociali, gruppi demografici e si è diffusa a livello internazionale.
Non posso non citare, lui, il baffo più famoso, che da un angolo semi sperduto del Colorado cambia il mondo un pezzo alla volta. Per chi non lo conoscesse la visita è d'obbligo, per tutti gli altri strappiamo un mezzo sorriso e andiamo avanti.
I blogger statunitensi sono molti, non mancano neanche esempi nostrani.
Il punto critico per un lettore italiano è principalmente la differenza marcata in tema di organizzazione sociale del lavoro, di tassazione dei risparmi
Il sistema pensionistico è completamente differente, non abbiamo gli IRA account, bensì un complesso sistema di previdenza complementare ed una poderosa presenza della previdenza pubblica con aliquote di contribuzione molto corpose.
Da un lato i titoli di stato non rendono quello che rendevano anche solo 10 anni fa, per non parlare di 20-30 anni fa (con le conseguenze del caso sul lato del debito pubblico); dall'altro l'amore per il mattone degli italiani sta subendo una pesante fase di riflessione (demografia e prospettive economiche hanno congelato il mercato su valori reali stabili per le case)
Un paese che è purtroppo molto indietro in quanto a cultura finanziaria rischia di vedere poche alternative e infatti i conti correnti sono forzieri che si riempiono sempre di più.
In questo contesto, voglio introdurre la prospettiva del movimento FIRE che a partire dal 2010 circa sta interessando una vasta comunità di millennials statunitensi prevalentemente impiegati nei settori ad alto valore aggiunto dell'informatica e non solo. Col tempo l'idea di base del movimento (risparmia tanto, spendi poco, vivi in modo frugale, investi in borsa, vivi di rendita) si è diffusa a macchia d'olio in differenti strati sociali, gruppi demografici e si è diffusa a livello internazionale.
Non posso non citare, lui, il baffo più famoso, che da un angolo semi sperduto del Colorado cambia il mondo un pezzo alla volta. Per chi non lo conoscesse la visita è d'obbligo, per tutti gli altri strappiamo un mezzo sorriso e andiamo avanti.
I blogger statunitensi sono molti, non mancano neanche esempi nostrani.
Il punto critico per un lettore italiano è principalmente la differenza marcata in tema di organizzazione sociale del lavoro, di tassazione dei risparmi
Il sistema pensionistico è completamente differente, non abbiamo gli IRA account, bensì un complesso sistema di previdenza complementare ed una poderosa presenza della previdenza pubblica con aliquote di contribuzione molto corpose.


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